Indice DSCR: che cos’è, come si calcola e cosa centra con la crisi d’impresa

Indice DSCR: che cos’è, come si calcola e cosa centra con la crisi d’impresa

Che cos’è il DSCR?

Il DSCR, acronimo di Debit Service Coverage Ratio, tradotto in italiano come Rapporto di copertura del servizio del debito, è un indicatore che misura la sostenibilità finanziaria del debito aziendale e permette di capire se i flussi di cassa consentono a un’impresa di onorare i propri debiti finanziari con scadenza a 6 mesi successivi all’analisi.

In altre parole, il DSCR fornisce informazioni sulla solvibilità aziendale a medio-lungo termine ed è uno strumento essenziale per individuare preventivamente una crisi d’impresa poiché offre la possibilità di analizzare, in maniera dinamica e prospettica, la capacità dell’azienda di onorare il debito contratto.

Questo indicatore è ampiamente utilizzato dalle istituzioni finanziare per determinare la bancabilità di un’impresa.

Come si calcola il Debit Service Coverage Ratio?

La tradizionale formula di calcolo dell’indice DSCR utilizza al numeratore il Cash flow operativo-tax (Flusso di cassa operativo – tasse) e al denominatore il Cash flow al servizio del debito (Flusso finanziario al servizio del debito). 

Per Cash flow operativo – tax si intende il flusso di cassa prodotto dalla gestione caratteristica al netto del flusso fiscale relativo al pagamento delle imposte sul reddito d’esercizio, mentre con Flusso finanziario a servizio del debito si fa riferimento al flusso finanziario per il pagamento degli interessi passivi nonché della quota capitale dei finanziamenti nel periodo considerato.

Il DSCR può essere:

  • Maggiore di 1: il cash flow operativo netto imposte eccede il flusso finanziario a servizio del debito. In questo caso, l’impresa riesce a far fronte agli impegni nei confronti dei creditori finanziari;
  • Uguale a 1: il cash flow operativo netto imposte è totalmente assorbito dagli impegni nei confronti dei creditori finanziari. Ciò significa che l’impresa non ha altro denaro per gli investimenti o i dividendi;
  • Minore di 1: il cash flow operativo netto non è sufficiente a coprire gli impegni nei confronti dei creditori finanziari ed evidenzia una tensione finanziaria con possibili difficoltà nel rimborso del debito.

Se l’indicatore è superiore a 1, l’impresa è solida. In genere, il valore minimo è compreso tra 1,20 e 1,30, tuttavia dipende principalmente dal profilo di rischio del progetto: maggiore è il rischio, più alto è il livello richiesto. 

Il Debit Service Coverage Ratio è utilizzato soprattutto nell’ambito del Project Financing, nei piani di ristrutturazione del debito e in ogni business plan.

Il DSCR nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) obbliga le imprese a dotarsi di procedure e strumenti in grado di rilevare eventuali anomalie gestionali che possono sfociare nella crisi d’impresa.

Il legislatore, insieme al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha elaborato uno schema di rilevazione trimestrale per intercettare le fasi di squilibrio economico-finanziario e valutare lo stato di salute dell’azienda.

Ecco quali sono, secondo CNDCEC, i sette indicatori della crisi d’impresa:

  1. Patrimonio netto negativo;
  2. DSCR previsionale a 6 mesi;
  3. Oneri finanziari su ricavi;
  4. Patrimonio netto su mezzi di terzi;
  5. Attivo a breve su passivo a breve;
  6. Cashflow su attivo;
  7. Debiti previdenziali e tributari su attivo.

Per il calcolo del DSCR, il CNDCEC ha previsto due approcci basati su budget di tesoreria affidabile:

  • Primo approccio:
    • Al numeratore: cassa iniziale + tutte le entrate di cassa del periodo prospettato – tutte le uscite di banca del periodo prospettato escluse le somme dei debiti che fanno parte del denominatore;
    • Al denominatore: tutte le uscite previste per il rimborso delle quote capitale dei debiti finanziari;
  • Secondo approccio:
    • Al numeratore: cassa iniziale + free cash flow prospettico, come definito da OIC 10, al lordo di pagamenti di debiti operativi (fisco, fornitori) arretrati e/o rateizzati + utilizzo di linee credito disponibili;
    • Al denominatore: oneri debito finanziario (quota capitale + interessi) + pagamenti di debiti operativi (fisco, fornitori) arretrati e/o rateizzati.

La scelta tra una modalità e l’altra dipende dalla dimensione dell’azienda, dalla complessità dei sistemi di gestione e controllo disponibili, dalla presenza o meno di scaduto e dalla qualità dei dati.

Inoltre, l’orizzonte temporale di sei mesi può essere ampliato alla durata residua dell’esercizio, se superiore a sei mesi e se ciò rende più agevole ed affidabile il calcolo del DSCR. In ogni caso, numeratore e denominatore devono essere tra di loro confrontabili.