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Sei un cittadino digitale? Tutto quello che devi sapere tra diritti e strumenti

Sei un cittadino digitale? Tutto quello che devi sapere tra diritti e strumenti
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Che cos’è la cittadinanza digitale e chi è il cittadino digitale?

La rivoluzione digitale ha ridefinito il nostro modo di comunicare, di informarci e di lavorare, cambiando ogni aspetto della nostra vita e dotando ognuno di noi di un nuovo passaporto: quello di cittadino digitale.

Che cos’è la cittadinanza digitale? La cittadinanza digitale non è un’alternativa al concetto di cittadinanza tradizionale, ma un’estensione nata dalla possibilità di utilizzare le nuove tecnologie. Infatti, con cittadinanza digitale si intende la capacità di un individuo di partecipare alla società digitale in cui, secondo la definizione del Dizionario Storico della Svizzera (DSS), si possono svolgere le proprie funzioni e fornire delle prestazioni ricorrendo a reti informatiche e computer.

All’interno della società digitale, termine che secondo il DSS ha iniziato ad imporsi già dalla metà degli anni Ottanta, grazie alla larga diffusione del personal computer e allo sviluppo delle reti digitali, il cittadino digitale è chiamato a comportarsi con correttezza proprio come accade nella “società fisica”.

È possibile definire la cittadinanza digitale come quell’insieme di diritti e doveri che concorrono a semplificare il rapporto tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione tramite le tecnologie digitali.

Negli ultimi anni il tema della cittadinanza digitale ha acquisito particolare rilevanza all’interno del dibattito sull’uso delle nuove tecnologie poiché i livelli di qualità, fruibilità e accessibilità dei servizi pubblici dipendono dalla condizione tecnologica di chi ne usufruisce: infatti, la disparità di trattamento dei cittadini è direttamente proporzionale alla loro capacità di accedere alla rete.

Per rispondere alle problematiche legate al divario digitale è nata la Carta della Cittadinanza digitale, una legge delega nella quale si elencano alcuni principi fondamentali che hanno l’obiettivo di aiutare il processo di ammodernamento della Pubblica Amministrazione, garantendo nuovi diritti ai cittadini. Tali principi riguardano:

  • Riduzione della necessità dell’accesso fisico agli uffici pubblici attraverso la digitalizzazione di dati, documenti e servizi;
  • Definizione di livelli minimi di prestazioni che fanno rientrare la digitalizzazione dei servizi nella Costituzione;
  • Definizione di requisiti minimi per la Pubblica Amministrazione riguardanti l’ambito digitale;
  • Modifiche al Sistema pubblico di connettività (SPC);
  • Modifiche per favorire l’uniformità del Sistema pubblico di identità digitale (SPID);
  • Creazione del domicilio digitale;
  • Ottimizzazione della spesa per la digitalizzazione.

L’art. 1 della Carta della cittadinanza digitale sancisce il diritto dei cittadini e delle imprese “anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (…) di accedere a tutti i dati, i documenti e i servizi di loro interesse in modalità digitale (…) al fine di garantire la semplificazione nell’accesso ai servizi alla persona, riducendo la necessità dell’accesso fisico agli uffici pubblici”.

Cittadino digitale e diritti: che cosa prevede il CAD?

I diritti del cittadino digitale sono illustrati all’interno del Codice Amministrazione Digitale, noto con l’acronimo CAD, istituito con il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è successivamente modificato e integrato prima con il decreto legislativo 22 agosto 2016 n. 179 e poi con il decreto legislativo 13 dicembre 2017 n. 217 al fine di promuovere e rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale.

La Sezione II. Diritti dei cittadini e delle imprese specifica quanto segue:

  • Diritto di usare, in modo accessibile ed efficace, le soluzioni e gli strumenti per poter colloquiare in modalità digitale con le Amministrazioni (art. 3);
  • Diritto di accedere ai servizi on-line tramite la propria identità digitale (art. 3-bis);
  • Diritto di effettuare pagamenti con modalità informatiche (art. 5);
  • Diritto di utilizzo del domicilio digitale (art. 6);
  • Diritto ai servizi online semplici e integrati (art.7);
  • Diritto all’alfabetizzazione informatica (art.8);
  • Diritto alla connettività alla rete Internet negli uffici e luoghi pubblici (art. 8-bis);
  • Diritto alla partecipazione democratica elettronica (art.9)

A questi diritti si aggiunge anche il diritto alla protezione, alla disponibilità, all’accessibilità, all’integrità e alla riservatezza dei dati contenuto nel Capo V. Dati delle pubbliche amministrazioni e servizi in rete

Il CAD introduce anche la figura del Difensore Civico per il digitale (art. 17), un soggetto in possesso di adeguati requisiti di terzietà, autonomia e imparzialità a cui è affidato il compito di tutelare i diritti del cittadino digitale al fine di garantire il rispetto delle norme e dei principi sanciti dal Codice Amministrazione Digitale.

Quali sono gli strumenti a disposizione del cittadino digitale?

L’ultima riforma del CAD ha rafforzato il concetto di cittadinanza digitale e fornisce al cittadino digitale nuovi strumenti che gli consentono di relazionarsi con la Pubblica Amministrazione. Tali strumenti sono:

  • SPID: lo SPID, acronimo di Sistema Pubblico d’Identità Digitale, è il sistema di autenticazione che permette a cittadini ed imprese di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione con un’identità digitale unica;
  • CIE: la CIE, acronimo di Carta di Identità Elettronica, è uno strumento dotato delle più avanzate tecnologie di sicurezza e anticontraffazione, tra cui un microchip contactless, che garantisce la tutela dell’identità fisica e digitale dei cittadini;
  • Domicilio digitale: il CAD definisce il domicilio digitale “un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato”. Il domicilio digitale, quindi, può essere costituito o da una casella PEC oppure da un servizio di recapito certificato qualificato, disciplinato dall’art. 44 del Regolamento (UE) n 910/2014;
  • Firma digitale: la Firma Digitale è una tipologia di firma elettronica qualificata (FEQ) prevista solo in Italia e regolamentata dal CAD. L’art. 24 del Codice Amministrazione Digitale stabilisce che la firma digitale deve riferirsi in maniera univoca ad un solo soggetto ed al documento o all’insieme di documenti cui è apposta o associata. L’apposizione di tale firma sostituisce l’apposizione di sigilli, punzoni, timbri, contrassegni e marchi di qualsiasi genere ad ogni fine previsto dalla normativa vigente;
  • ANPR: l’ANPR, acronimo di Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, è la banca dei dati nazionali che semplifica i servizi demografici con l’obiettivo di favorire la digitalizzazione e il miglioramento dei servizi a cittadini, imprese ed enti. Grazie ad ANPR:
    • Il cittadino non dovrà più preoccuparsi di comunicare a ogni ufficio della Pubblica Amministrazione i suoi dati anagrafici o il cambio di residenza;
    • Le procedure di variazione dei dati saranno semplificate e uniformate a livello nazionale;
    • Sarà possibile ottenere certificati senza più bisogno di recarsi allo sportello.

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