Processo digitalizzazione imprese. Che cos’è il domicilio digitale

Che cos’è il domicilio digitale?

Che cos’è il domicilio digitale?

Oggi, la digital trasformation rappresenta un passaggio obbligato per le imprese di ogni settore che vogliono sfruttare il potenziale delle nuove tecnologie e i benefici di strumenti in grado di ottimizzare la gestione delle comunicazioni, come il domicilio digitale, al fine di migliorare l’efficienza aziendale, ridurre i costi, aumentare la produttività e rimanere competitive nel mercato di riferimento.

Che cos’è il domicilio digitale? Il Codice Amministrazione digitale (CAD), un testo unico che riunisce e organizza le norme riguardanti l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione nei rapporti con i cittadini e le imprese, definisce il domicilio digitaleUn indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, come definito dal Regolamento eIDAS, valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera n-ter del CAD”. 

In altre parole, il domicilio digitale può essere costituito o da una casella PEC oppure da un servizio di recapito certificato qualificato, disciplinato dall’art. 44 del Regolamento (UE) n 910/2014.

Possedere un indirizzo di Posta Elettronica Certificata, in base a quanto stabilito dagli articoli 16 D.L. n. 185/2008, 5 D.L. n. 179/2012 e 37 D.L. 76/2020, è obbligatorio per:

  • Pubbliche amministrazioni;
  • Imprese;
  • Società;
  • Ditte individuali;
  • Liberi professionisti iscritti ad un Albo professionale.

Domicilio digitale e PEC aziendale: come aprire una casella di Posta Elettronica Certificata?

La disciplina delle modalità di erogazione e utilizzo del servizio di PEC è contenuta nel Decreto del presidente della Repubblica n.68/2005 e nel Decreto Ministeriale del 2 novembre 2005.

Il sistema di Posta Elettronica Certificata coinvolge diversi attori: il mittente, il destinatario, il gestore che fornisce il servizio di PEC e l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) che si occupa dell’accreditamento dei gestori e svolge funzioni di vigilanza sulle loro attività.

Il servizio di PEC aziendale può essere erogato esclusivamente dai gestori accreditati presso AgID, l’organo pubblico responsabile della gestione dei servizi digitali come la PEC, la firma digitale e la marca temporale.

Come aprire una PEC? Per attivare una casella di Posta Elettronica Certificata è necessario collegarsi al sito di uno dei gestori riconosciuti dall’AgID ed eseguire le procedure richieste dal singolo provider. Il cliente dovrà fornire i propri dati anagrafici, caricare un documento di identità e specificare se la casella di PEC è richiesta da un’impresa, una persona giuridica o un privato cittadino.

Infine, si procede al pagamento di quanto richiesto secondo le modalità indicate sul sito del gestore che, dopo aver verificato la correttezza delle informazioni ricevute, attiva la casella.

Il costo per l’attivazione della PEC cambia in base al gestore. In genere, l’abbonamento annuale al servizio PEC equivale a due raccomandate cartacee e permette d’inviare messaggi illimitati.

Nell’era della dematerializzazione dei documenti cartacei, il domicilio digitale sostituisce il domicilio fisico per il recapito di comunicazioni con valore legale e garantisce l’identità di mittente/destinatario. Inoltre, permette di prendere visione della comunicazione in qualsiasi momento e luogo a prescindere dalla presenza fisica presso il luogo di lavoro.

Sanzioni domicilio digitale: cosa dice la normativa?

Il D.L. 16 luglio 2020 n.76 (Decreto Semplificazioni), recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, convertito con modificazioni dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, prevede l’inasprimento delle sanzioni a carico di coloro che non comunicano il proprio domicilio digitale al Registro Imprese o all’Ordine professionale di appartenenza.

L’articolo 37 del Decreto Semplificazioni stabilisce che entro il 1° ottobre 2020 tutte le imprese individuali e le società che non hanno comunicato al Registro Imprese il proprio indirizzo casella PEC, o il cui domicilio digitale è stato cancellato d’ufficio o, seppur dichiarato, risulta inattivo, devono regolarizzare la propria posizione tramite comunicazione telematica al Registro Imprese competente per territorio.

In caso di mancata comunicazione sarà assegnato d’ufficio un nuovo e diverso domicilio digitale e verranno applicate le sanzioni in misura raddoppiata per le società (con riferimento all’articolo 2630 del Codice Civile) e triplicata per le imprese individuali (con riferimento all’articolo 2194 del Codice Civile):

  • Dai 206 ai 2.064 € per le società;
  • Dai 30 ai 1548 € per le imprese individuali.

Se, invece, la mancata comunicazione riguarda, i professionisti iscritti ad un albo, l’Ordine di appartenenza provvede a trasmettere una diffida ad adempiere entro 30 giorni dal ricevimento della stessa. In caso di mancata ottemperanza alla diffida, l’Ordine può sospendere il professionista dall’Albo fino alla comunicazione del domicilio digitale.

INI-PEC e IPA: gli Indici nazionali per rintracciare un domicilio digitale o una PEC 

INI-PEC e IPA sono gli indici nazionali, consultabili gratuitamente da chiunque, che permettono di rintracciare facilmente la PEC di un professionista o di un’impresa e il domicilio digitale di una Pubblica Amministrazione.

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche dei due pubblici registri:

  • INI-PEC: l’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata, istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato da InfoCamere in attuazione del decreto legge del 18 ottobre 2012, n.179, raccoglie tutti gli indirizzi di PEC delle Imprese e dei Professionisti presenti sul territorio italiano. Se l’azienda o il professionista cercato è presente nell’indice, INI-PEC fornisce all’utente l’indirizzo richiesto. L’indice viene puntualmente aggiornato con i dati provenienti dal Registro Imprese e dagli Ordini e dai Collegi di appartenenza, nelle modalità stabilite dalla legge;
  • IPA: l’Indice dei domicili digitali della Pubblica Amministrazione e dei Gestori di Pubblici Servizi è una banca dati di libera consultazione in cui è possibile trovare i riferimenti utili per comunicare con le Pubbliche Amministrazioni e i Gestori di Pubblici Servizi. Tutti coloro che intrattengono rapporti contrattuali con le Pubbliche Amministrazioni in IPA trovano le informazioni necessarie per la fatturazione elettronica e per gli ordini elettronici.

Domicilio digitale e PEC Namirial: la soluzione perfetta per ogni tipo di impresa

Con Namirial, gestore di di Posta Elettronica Certificata accreditato presso AgID, puoi attivare in pochi minuti la tua PEC aziendale online e scegliere tra tre comodi pacchetti adatti ad ogni tipo di esigenze:

  • PEC Professional che comprende:
    • 2GB di spazio inbox + 3GB di archivio di sicurezza per salvare una copia dei messaggi e delle ricevute;
    • Servizio eFattura per consultare facilmente le fatture elettroniche;
    • Costo: 19,00 euro + iva l’anno;
  • PEC Business che include:
    • 2GB di spazio inbox + 6GB di archivio di sicurezza per salvare una copia dei messaggi e delle ricevute;
    • Servizio eFattura per consultare facilmente le fatture elettroniche;
    • Servizio Multiutenza incluso;
    • Costo: 29, 00 euro + iva l’anno;
  • PEC Enterprise che autentichi con:
    • 2GB di spazio casella + 13GB di archivio di sicurezza per salvare una copia dei messaggi e delle ricevute;
    • Servizio eFattura per consultare facilmente le fatture elettroniche;
    • Servizio Multiutenza incluso;
    • Costo: 49,00 + iva l’anno.

Tutte le tipologie sono dotate dei migliori servizi sempre inclusi nel prezzo:

  • Invio e consegna sono certificati: l’invio è certificato dalla ricevuta di accettazione, mentre la ricevuta di consegna certifica che la comunicazione è arrivata a destinazione. Entrambe le ricevute valgono come prove in sede legale;
  • Servizio di archiviazione avanzata: salva automaticamente una copia dei messaggi in ingresso e delle ricevute in un’area separata e sicura. Non temere di esaurire lo spazio: puoi acquistare altri giga o puoi esportare un backup per liberare lo spazio;
  • Usa il tuo client preferito: puoi scaricare i messaggi e le ricevute direttamente sui tuoi dispositivi con il tuo client di posta preferito oppure accedere via web con qualsiasi browser;
  • Multiutenza: i tuoi collaboratori potranno accedere alla casella con il loro account individuale e con permessi personalizzati;
  • Servizio eFattura: facilita la consultazione delle Fatture Elettroniche ricevute dall’Agenzia delle Entrate sulla tua casella PEC. Oltre a contrassegnarle con un’apposita immagine consente di visualizzarne un’anteprima semplificata ed eventualmente di spostarle in una nuova cartella;
  • Notifiche: Namirial offre il servizio Messaggi di Notifica che ti permette di abilitare una email non certificata, nella quale riceverai un avviso ogni qualvolta ricevi una nuova PEC da leggere;
  • Report: se vuoi un resoconto delle PEC ricevute nelle ultime 24 ore, Namirial ti offre due possibilità: PEC – Report Email giornaliero (potrai scegliere l’ora nella quale ricevere, sulla tua email ordinaria, il report delle PEC ricevute nelle ultime 24 ore) e PEC – Report SMS giornaliero (potrai scegliere l’ora nella quale ricevere via SMS il report delle PEC ricevute nelle ultime 24 ore);
  • Spazio Inbox e Archivio ampliabili: puoi effettuare l’ampliamento della inbox e dell’archivo, aggiungendo tutti i giga di cui hai bisogno in qualsiasi momento e in autonomia (a pagamento);
  • Inoltro messaggi non certificati: puoi impostare una funzione che permetterà l’ingresso di messaggi di posta ordinaria nella PEC o, in alternativa, puoi impostare una email ordinaria nella quale gli stessi verranno reindirizzati;
  • Filtri: i filtri consentono di creare regole dalla webmail per guadagnare tempo automatizzando la gestione della tua posta;
  • Massimali: puoi inviare un singolo messaggio PEC a un massimo 500 destinatari; ogni messaggio può avere una dimensione massima di 100MB.
  • Namirial adotta tecnologie e procedure innovative per proteggere le proprie caselle di PEC: il traffico, i contenuti e gli accessi vengono costantemente monitorati e sottoposti a severi controlli nel completo rispetto della tua privacy.

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Che cos’è lo SPID europeo e come funziona

Che cos'è lo SPID europeo e come funziona

SPID europeo: una prospettiva europea

La Commissione europea è decisa a fare di questo decennio il Decennio digitale europeo attraverso l’impiego di nuovi strumenti, come lo SPID europeo, che hanno un duplice obiettivo: semplificare il processo di trasformazione digitale, sia per le persone che per le imprese, e rafforzare la sovranità digitale dell’Europa attraverso standard che favoriscono il corretto uso dei dati, delle tecnologie e delle infrastrutture.

Che cos’è lo SPID europeo? Lo SPID europeo, come riportato da un articolo del Financial Times, è un wallet digitale messo a disposizione dei cittadini, dei residenti e delle imprese dell’UE che si basa sulle identità digitali nazionali, come lo SPID italiano, e ha l’obiettivo di semplificare la fruizione dei servizi di tipo pubblico e privato sia online che offline in tutta Europa. I cittadini potranno utilizzare il digital wallet anche per effettuare pagamenti e per conservare i propri documenti di riconoscimento (ad esempio: la patente di guida).

L’utilizzo del portafoglio europeo legato alla propria identità digitale sarà sempre a discrezione dell’utente che avrà il controllo dei propri dati: infatti, lo SPID europeo permetterà all’utente di scegliere quali e quante informazioni della propria identità digitale condividere con terze parti, mantenendo sempre traccia di tutte le interazioni.

Per rendere realtà l’identità digitale europea, la Commissione ha invitato gli Stati membri a predisporre un pacchetto di strumenti comuni entro settembre 2022 e avviare immediatamente i necessari lavori preparatori. Parallelamente al processo legislativo, la Commissione lavorerà con gli stati membri e il settore privato agli aspetti tecnici dello SPID europeo.

Il 16 settembre 2020, nel suo discorso sullo stato dell’Unione, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Ogni volta che un’app o un sito web ci chiede di creare una nuova identità digitale o di accedere facilmente tramite una grande piattaforma, non abbiamo idea di cosa succede in realtà ai nostri dati. Ecco perché la Commissione proporrà un’identità elettronica europea sicura. Una di cui ci fidiamo e che ogni cittadino può usare ovunque in Europa per fare qualsiasi cosa, dal pagare le tasse al noleggiare una bicicletta. Una tecnologia in cui possiamo controllare noi stessi quali dati vengono utilizzati e come“.

Alle dichiarazioni della presidente della Commissione europea si aggiungono le parole della vicepresidente con delega al digitale Margrethe Vestager: “Con l’identità digitale europea potremo fare in qualsiasi stato membro quello che facciamo nel nostro paese senza costi aggiuntivi e con minori ostacoli, ad esempio affittare un appartamento o aprire un conto bancario all’estero, e tutto questo in modo sicuro e trasparente. Così saremo noi a decidere quante informazioni desideriamo condividere su noi stessi, con chi e per quale finalità. Si tratta di un’opportunità unica che ci permetterà di sperimentare ancora di più che cosa significhi vivere in Europa ed essere europei”.

Quali sono i vantaggi dello SPID europeo?

Vediamo insieme quali sono i benefici derivanti dall’introduzione dello SPID europeo:

  • Avere un’identità digitale riconosciuta ovunque all’interno dell’UE;
  • La possibilità per l’utente di controllare quante informazioni condividere con i servizi che richiedono la condivisione di dati;
  • I portafogli digitali disponibili su app per cellulari e altri dispositivi permettono:
    • L’identificazione online e offline;
    • La memorizzazione e lo scambio di informazioni fornite da governi (ad esempio: nome, cognome, data di nascita, nazionalità);
    • La memorizzazione e lo scambio di informazioni fornite da fonti private affidabili;
    • L’uso delle informazioni come conferma del diritto di risiedere, lavorare o studiare in un determinato Stato membro.

A che cosa serve l’identità digitale europea?

L’identità digitale europea può essere utilizzata in diversi casi: 

  • Richiesta di certificati di nascita, certificati medici, segnalazione di un cambio di indirizzo;
  • Aprire un conto bancario; 
  • Presentare la dichiarazione dei redditi;
  • Fare domanda per l’università, nel proprio paese o in un altro Stato membro;
  • Conservare una prescrizione medica che può essere utilizzata ovunque in Europa;
  • Dimostrare la propria età;
  • Noleggiare un’auto utilizzando una patente di guida digitale;
  • Fare il check-in in un hotel;
  • Richiedere un prestito bancario.

    Perché è necessario lo SPID europeo?

Sul sito ufficiale dell’Unione Europea, nella sezione dedicata alla strategia digitale dell’UE, si legge che attualmente solo il 60% della popolazione dell’UE in 14 Stati membri è in grado di utilizzare la propria carta d’identità elettronica (eID) nazionale a livello transfrontaliero.

L’obiettivo è passare, entro il 2030, da un 60% a un 80% attraverso un progetto di cooperazione che coinvolge la Commissione europea e gli Stati membri: il Digital Compass, ovvero una bussola digitale che si sviluppa intorno a quattro punti cardinali:

  1. Skills (Competenze): specialist delle TIC e competenze digitali base;
  2. Infrastructures (Infrastrutture digitali sicure e sostenibili): connettività, semiconduttori all’avanguardia, dati-edge e cloud, informatica;
  3. Business (Trasformazione digitale delle imprese): introduzione alla tecnologia, innovatori, innovatori tardivi;
  4. Government (Digitalizzazione dei servizi pubblici): servizi pubblici fondamentali, sanità online, identità digitale.

Lungo il percorso del decennio digitale, la Commissione è chiamata ad elaborare le traiettorie previste dell’UE per ciascun obiettivo insieme agli Stati membri, che a loro volta devono elaborare tabelle di marcia strategiche nazionali per raggiungere i diversi traguardi.

La guida completa al Green Pass europeo: novità, obblighi ed esenzioni

La guida completa al green pass europeo: novità, obblighi ed esenzioni

Che cos’è il Green Pass Europeo?

La Certificazione verde Covid-19 – EU digital Covid, nota anche con il nome di Green Pass Europeo, è una certificazione in formato digitale e stampabile che contiene un codice a barre bidimensionale (QR Code) e un sigillo elettronico qualificato. In Italia, viene emessa soltanto attraverso la piattaforma nazionale del Ministero della Salute.

Nato su proposta della Commissione europea, per agevolare la libera circolazione in sicurezza dei cittadini nell’Unione europea durante la pandemia di Covid-19, il Green Pass Europeo contiene informazioni fondamentali, quali nome, data di nascita, data di rilascio e informazioni pertinenti su vaccino, test e guarigione, che rimangono sul certificato e non sono memorizzati o conservati quando lo stesso viene verificato in un altro Stato membro.

Ai fini della verifica, infatti, vengono controllate solo la validità e l’autenticità del certificato, accertando da chi è stato rilasciato e firmato. Ciò significa che tutti i dati sanitari sono conservati nello Stato membro che ha rilasciato il certificato Covid digitale dell’UE.

Il Regolamento europeo sulla Certificazione è entrato in vigore il 1° luglio 2021 in tutti i Paesi dell’Unione e avrà durata di un anno. Va inoltre ricordato che il certificato è gratuito, valido in tutti i paesi dell’UE e disponibile in italiano, inglese, francese e tedesco.

Quali informazioni contiene il Green Pass Europeo?

La Certificazione verde Covid-19 è una prova digitale o cartacea attestante che una persona:

  • Ha effettuato la prima dose o il vaccino monodose da 15 giorni;
  • Ha completato il ciclo vaccinale;
  • Ha fatto la dose aggiuntiva al primo ciclo di vaccinazione;
  • È risultata negativa a un tampone molecolare nelle ultime 72 ore o antigenico rapido nelle 48 ore precedenti;
  • È guarita da COVID-19 nei sei mesi precedenti.

Per quanto tempo è valida la certificazione? A partire dal 19 settembre 2021, la validità delle Certificazioni verdi Covid-19 è stata ufficialmente estesa da 9 a 12 mesi. 

Come riportato sul sito web della piattaforma nazionale DGC, per un breve periodo transitorio dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della Legge di conversione del Decreto legge 105 del 2021, anche le nuove Certificazioni potrebbero riportare scritto “Validità in Italia: 9 mesi”, ma saranno comunque valide 12 mesi.

Nei casi di guarigione da COVID-19, invece, la Certificazione sarà generata entro il giorno seguente e avrà validità per 180 giorni (6 mesi).

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Come ottenere la Certificazione verde Covid-19?

È possibile ottenere il Green Pass Europeo tramite:

  • App Immuni: inserendo il numero e la data di scadenza della propria Tessera sanitaria e il codice (AUTHCODE) ricevuto via email o SMS;
  • App IO: l’utente che ha effettuato l’accesso con la propria identità digitale (SPID/CIE) riceve una notifica sul proprio dispositivo mobile e può visualizzare il Green Pass direttamente dal messaggio;
  • Sito dedicato: utilizzando l’identità digitale (SPID/CIE) oppure inserendo il numero e la data di scadenza della propria Tessera sanitaria (o in alternativa il documento d’identità per coloro che non sono iscritti al SSN) e il codice (AUTHCODE) ricevuto via email o SMS;
  • Fascicolo sanitario elettronico.

Nel caso in cui non si disponesse di strumenti digitali, è possibile recuperare il certificato sia in versione digitale che cartacea rivolgendosi al medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta o al farmacista. Sarà sufficiente fornire all’intermediario i dati della propria tessera sanitaria per ricevere il formato cartaceo o digitale del Green Pass.

Obbligo Certificazione verde Covid-19: a chi, quando e dove è richiesta?

Il Green Pass Europeo è lo strumento che consente di viaggiare, accedere ai luoghi di lavoro, a scuola, all’università, alle strutture sanitarie e ai locali che offrono servizio di ristorazione. Inoltre, permette di usufruire di alcuni servizi e numerose attività culturale, ricreative e sportive.

Vediamo quali sono i casi in cui è obbligatorio mostrare il Green Pass:

  • Lavoro pubblico e privato
    Dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, l’utilizzo della Certificazione verde Covid-19 è indispensabile per accedere ai luoghi di lavoro pubblici e privati. Ciò significa che tutto il personale delle Amministrazioni pubbliche per accedere ai luoghi di lavoro è tenuto a essere in possesso, da esibire su richiesta, della Certificazione verde Covid-19. L’obbligo vale anche per chiunque svolge un’attività lavorativa nel settore privato, per il personale amministrativo, i magistrati e per l’accesso agli uffici giudiziari. Inoltre, la Certificazione verde Covid-19 è richiesta per partecipare ai concorsi pubblici dal 23 luglio 2021.
  • Mezzi di trasporto
    All’interno del territorio italiano il Green Pass è necessario per spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in “zona rossa” o “zona arancione “, volare su aerei adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone, viaggiare su navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale, prendere treni impiegati nei servizi di trasporto ferroviario passeggeri (ad esempio: Inter City, Inter City Notte e Alta Velocità), spostarsi con autobus adibiti a servizi di trasporto di persone, prendere autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, entrare nelle funivie, cabinovie e seggiovie, qualora utilizzate con la chiusura delle cupole paravento. 
  • Scuola e Università
    L’utilizzo della Certificazione verde Covid-19 è necessaria anche per accedere alle strutture delle istituzioni scolastiche e universitarie.
  • Strutture sanitarie
    La Certificazione verde COVID-19 permette l’accesso alle strutture sanitarie ad accompagnatori, visitatori, familiari che desiderano far visita a pazienti non affetti da Covid-19 in residenze sanitarie assistenziali, strutture di ospitalità e di lungodegenza, hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti e altre strutture residenziali e socioassistenziali. Inoltre, il Green Pass consente agli accompagnatori di pazienti non affetti da Covid-19 di permanere all’interno delle sale di aspetto di dipartimenti di emergenza e urgenza, reparti di pronto soccorso, reparti ospedalieri, centri di diagnostica e poliambulatori specialistici.
    • Servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, se al chiuso, con eccezione dei servizi di ristorazione all’interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti che vi alloggiano;
    • Spettacoli aperti al pubblico, competizioni ed eventi sportivi;
    • Musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
    • Piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
    • Sagre e fiere, convegni e congressi;
    • Centri termali, esclusi gli accesi necessari all’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e allo svolgimento di attività riabilitative o terapeutiche;
    • Parchi tematici e di divertimento;
    • Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso;
    • Feste per cerimonie civili e religiose;
    • Sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
    • Sale da ballo, discoteche, locali assimilati.

Green Pass e viaggi: quali sono le regole?

Dal 1° luglio 2021 la Certificazione verde COVID-19 è valida come EU digital COVID certificate e può essere utilizzata per semplificare i viaggi da e per tutti i Paesi dell’Unione europea da altri Paesi europei come Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco e da Israele.

In base a quanto stabilito dal Regolamento europeo sulla Certificazione verde COVID-19 – EU digital COVID certificate, approvato il 9 giugno 2021 dal Parlamento europeo, gli Stati dell’UE non possono imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati (ad esempio: quarantena, autoisolamento o test) a meno che “non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica”.

Inoltre, la Commissione europea ha creato una piattaforma tecnica comune (Gateway europeo), attiva dal 1° giugno 2021 per garantire che i certificati emessi dagli Stati europei possano essere verificati in tutta l’UE.

Ecco quali condizioni deve attestare il Green Pass Europeo del viaggiatore per chi viaggia in Europa e vuole entrare in Italia:

  • Aver completato il ciclo vaccinale prescritto anti-SARS-CoV-2:
  • Oppure essere guariti da COVID-19 (la validità del certificato di guarigione è pari a 180 giorni dalla data del primo tampone positivo);
  • Oppure aver fatto un tampone molecolare o antigenico rapido effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia con esito negativo. I minori al di sotto dei 6 anni sono esentati dall’effettuare il tampone pre-partenza.

Quali sono le categorie esentate dall’obbligo di Certificazione verde Covid-19?

Il Green Pass Europeo non è richiesto alle seguenti categorie di persone:

  • Bambini sotto i 12 anni, esclusi per età dalla campagna vaccinale;
  • Soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione sulla base di 
  • Idonea certificazione medica.;
  • Cittadini che hanno ricevuto il vaccino ReiThera (una o due dosi) nell’ambito della sperimentazione Covitar;
  • Persone in possesso di un certificato di vaccinazione anti SARS-Cov-2 rilasciato dalle competenti autorità sanitarie della Repubblica di San Marino.

Inoltre, fino al 15 ottobre 2021 tutte le persone in possesso di un certificato di vaccinazione anti SARS-CoV-2 rilasciato dalle competenti autorità sanitarie della Repubblica di San Marino possono viaggiare in Italia utilizzando i mezzi di trasporto (aerei, treni, navi, pullman) e accedere ad attività e servizi, scuole e università, dove è previsto l’obbligo di Green Pass.

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Come attivare la tua firma digitale in modo rapido e sicuro

Come attivare la tua firma digitale in modo rapido e sicuro

Che cos’è la firma digitale?

La firma digitale è uno strumento indispensabile nel processo di digitalizzazione aziendale e, complice la dematerializzazione dei documenti cartacei e la diffusione di nuovi strumenti informatici, ha semplificato i rapporti tra Pubblica Amministrazione, imprese e privati cittadini, rendendo i flussi di lavoro più rapidi ed efficienti con un conseguente risparmio di tempo e denaro.

Che cos’è la firma digitale? La firma elettronica qualificata (FEQ) è il risultato di una procedura informatica, detta validazione, che garantisce l’autenticità, l’integrità e il non ripudio dei documenti informatici. È una tipologia di firma elettronica qualificata prevista solo in Italia e disciplinata dal Codice dell’amministrazione digitale (CAD) che la definisce “un particolare tipo di firma elettronica avanzata basata su un sistema crittografato, che consente al titolare e al destinatario di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un contratto/documento informatico”.

In altre parole, si tratta dell’equivalente informatico di una firma autografa apposta su carta e di fatto ha il suo stesso valore legale: infatti, l’apposizione della firma digitale garantisce l’identità del sottoscrittore, la provenienza del documento e l’inalterabilità delle informazioni in esso contenute.

L’articolo 24 del CAD stabilisce che la firma digitale deve riferirsi in maniera univoca ad un solo soggetto e al documento o all’insieme di documenti cui è apposta o associata. In più, specifica che l’apposizione della stessa sostituisce l’apposizione di sigilli, punzoni, timbri, contrassegni e marchi di qualsiasi genere ad ogni fine previsto dalla normativa vigente.

Inoltre, al comma 3 dello stesso articolo, si legge che “per la generazione della firma digitale deve adoperarsi un certificato qualificato che, al momento della sottoscrizione, non risulti scaduto di validità ovvero non risulti revocato o sospeso”.

Come richiedere la firma digitale e a chi rivolgersi?

Possono richiederla tutte le persone fisiche, ovvero cittadini, amministratori e dipendenti di società e pubbliche amministrazioni, che hanno la necessità di dotarsi di dispositivi di firma per sottoscrivere un documento digitale.

Come specificato sul sito web dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), coloro che desiderano dotarsi di un dispositivo di firma digitale devono rivolgersi ai prestatori di servizi fiduciari accreditati, soggetti pubblici o privati che, sotto la vigilanza di AgID, emettono certificati qualificati e certificati di autenticazione (per la Carta Nazionale dei Servizi – CNS).

Questa tipologie di firma elettronica qualificata viene generata grazie ad una coppia di chiavi digitali asimmetriche attribuite in maniera univoca ad un soggetto, detto titolare:

  • Chiave privata: è nota solo dal titolare ed è usata per generare la firma da apporre al documento;
  • Chiave da rendere pubblica: è usata per verificare l’autenticità della firma.

Il metodo, conosciuto come crittografia a doppia chiave, garantisce la piena sicurezza poiché la chiave pubblica non può essere utilizzata per ricostruire la chiave privata.

L’uso della firma digitale: in “locale” o da “remoto”

Per firmare documenti elettronici è possibile utilizzare due diversi tipi di firma elettronica qualificata:

  • In “locale”: è la firma generata con strumenti che garantiscono un adeguato livello di sicurezza, come token o smart card con apposito lettore;
  • Da “remoto”: per utilizzare la firma digitale remota non è necessario acquistare un supporto fisico ma sono sufficienti un device collegato a una rete internet, un software di firma per selezionare i testi da firmare e una One Time Password, generata da token o applicazione, che garantisce la sicurezza delle operazioni.

Quando utilizzare la firma digitale?

La firma digitale può essere utilizzata per:

  • Fatture elettroniche;
  • Bilanci e atti societari;
  • Ordini di acquisto;
  • Procedimenti giudiziari;
    Iscrizione al registro dei revisori contabili;
  • Comunicazioni degli operatori finanziari con l’Agenzia delle entrate;
  • Comunicazioni tra impresa e Pubblica Amministrazione;
  • Denunce e dichiarazioni cambio residenza;
  • Richiesta contributi;
  • Contratti (ad esempio: utenze telefoniche o energetiche);
  • Verbali di riunioni;
  • Bandi di gara;
  • Sottoscrivere polizze assicurative e servizi bancari.

Come attivare la firma digitale: le soluzioni Namirial

Namirial è uno dei prestatori di servizi fiduciari attivi in Italia e offre diverse soluzioni per attivare la firma digitale online e in pochi minuti, 24 ore su 24, 7 giorni su 7:

  • Firma Remota:
      • Non serve la spedizione;
      • Non serve alcun dispositivo;
      • Fai tutto con lo smartphone;
      • Dura 3 anni;
      • Costo 49 € + IVA.
  • Firma su Smart Card:
    • Spese di spedizione incluse;
    • Funziona anche come CNS;
    • Ideale per postazioni fisse;
    • Dura 3 anni;
    • Costo 49 € + IVA.
  • Firma su Token USB:
    • Spese di spedizione incluse;
    • Funziona anche come CNS;
    • Firma su qualsiasi computer;
    • Dura 3 anni;
    • Costo 64 € + IVA.

Ecco quali sono i vantaggi della firma digitale Namirial:

  • Completa: l’offerta di Namirial è pensata per ogni esigenza: dalla firma su smart card, ideale per postazioni fisse alla firma remota per gestire le pratiche e i documenti direttamente dal tuo smartphone;
  • Flessibile: con Namirial puoi scegliere se ottenere una firma valida per tre anni oppure una firma istantanea per firmare un documento “al volo” a un prezzo contenuto;
  • Riconoscimento incluso nel prezzo: identificati con un’altra firma digitale già in tuo possesso, con SPID, CIE, CNS o con l’ausilio di un nostro operatore tramite una sessione webcam senza costi aggiuntivi.

Fattura elettronica San Marino: le nuove regole

Fattura elettronica San Marino: le nuove regole in vigore

Fattura elettronica San Marino: le novità del 2021

La Digital Trasformation ha segnato il passaggio dalle fatture cartacee alle fatture elettroniche e con la Legge di Bilancio 2018, che ha modificato il D.lgs. 127/2015, è stato introdotto l’obbligo di emissione e ricezione delle fatture elettroniche anche per imprese, commercianti e professionisti.

Quindi, a partire dal 1° gennaio 2019, la fattura elettronica è diventata obbligatoria sia in ambito B2C (verso un consumatore finale), sia in ambito B2B (verso un altro soggetto IVA).

Gli unici professionisti esclusi dal provvedimento sono quelli che rientrano nel regime forfettario e nel regime dei minimi, insieme alla categoria dei “Piccoli produttori agricoli”. Inoltre, non va dimenticato che, dal 31 marzo 2015, l’emissione di e-fatture è diventata obbligatoria anche per la Pubblica Amministrazione.

Cos’è cambiato per San Marino? Le modalità di compilazione delle fatture elettroniche hanno subito diverse modifiche e dallo scorso 1° luglio sono entrati in vigore alcuni importanti aggiornamenti relativi all’utilizzo di un nuovo tracciato per le fatture elettroniche europee per la Pubblica Amministrazione, soprattutto nel settore degli appalti pubblici.

In che modo le novità influiranno sul regime di fatturazione elettronica tra Italia e San Marino? Nel Decreto del Ministero delle Finanze, datato 21 giugno 2021 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 168 del 15 luglio 2021, sono state definite le modalità applicative in merito all’emissione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese/ricevute nei confronti di/da controparti residenti a San Marino.

Come riportato da Agenda Digitale «[…] clienti e fornitori […] si avvarranno delle rispettive piattaforme di interscambio nazionali, e cioè lo SdI e l’HUB-SM, per inviare e/o ricevere documenti di fatturazione in formato elettronico, utilizzando il formato xml. Si tratta di un esperimento che, nei fatti, sembra potere anticipare gli analoghi meccanismi che potrebbero essere realizzati per la fatturazione tra soggetti non residenti né stabiliti nel medesimo Paese […]»

Il decreto è entrato in vigore il 1° ottobre 2021 ed è previsto un regime transitorio fino al 30 giugno 2022 per le cessioni di beni effettuate nell’ambito dei rapporti di scambio tra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino, durante il quale la fattura può essere emessa e ricevuta, secondo le modalità previste dal decreto, sia in formato elettronico che in formato cartaceo.

A partire dal 1° luglio 2022, invece, sarà obbligatorio emettere esclusivamente fatture elettroniche e il formato cartaceo non sarà più utilizzabile fatta eccezione per i casi previsti dal D.L. 34/2019 (art. 12) e dal D.M. 21 giugno 2021 (art. 2 comma 2).

Qual è il codice destinatario per la fattura elettronica San Marino?

L’Ufficio tributario della Repubblica di San Marino ha stabilito che gli operatori italiani, per le fatture elettroniche inviate ai soggetti sammarinesi, devono utilizzare il seguente codice destinatario alfanumerico: 2R4GTO8.

E-fattura nei rapporti con San Marino: cosa prevede la normativa?

Le fatture elettroniche relative alle cessioni di beni, spediti o trasportati nella Repubblica di San Marino, devono essere inviate allo SdI (Sistema di Interscambio) dell’Agenzia delle Entrate che le trasmetterà all’ufficio tributario di San Marino. Quest’ultimo, dopo le opportune verifiche, potrà decidere se convalidare i documenti tramite apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate italiana. In seguito, l’Agenzia delle Entrate, attraverso un apposito canale telematico, dovrà rendere noto il risultato dell’avvenuta verifica all’operatore economico italiano.

Se entro i quattro mesi successivi all’emissione della fattura, come riportato all’art. 3 del D.M. 21 giugno 2021, il documento digitale non supera il vaglio dell’Istituto Tributario Sammarinese e, quindi, risulta non convalidato nella regolarità delle operazioni effettuate, il cedente italiano, nei trenta giorni successivi, deve emettere una nota di variazione ai sensi dell’articolo 26, comma 1, d.P.R.n° 633/1972, senza il pagamento di sanzioni e interessi.

Nel caso in cui l’ufficio sammarinese abbia convalidato la regolarità della cessione effettuata, questa può essere considerata a tutti gli effetti non imponibile ai sensi degli art. 8 e 9, d.P.R. 633/1972.

Per le cessioni di beni spediti o trasportati nel territorio della Repubblica di San Marino, la non imponibilità ai fini IVA sarà subordinata alle seguenti condizioni:

  • In caso di fattura elettronica, l’ufficio tributario sammarinese deve aver convalidato la regolarità della stessa ai sensi dell’art. 3, comma 1, del D.M datato 21 giugno 2021;
  • In caso di fattura cartacea, il cedente deve essere in possesso di un esemplare della fattura restituita dal cessionario sammarinese vidimata con l’indicazione della data, munita di timbro a secco circolare contenente intorno allo stemma ufficiale sammarinese la dicitura «Rep. di San Marino – Uff. tributario».

Come funziona la fatturazione elettronica da San Marino all’Italia?

Le fatture emesse da operatori sammarinesi nei confronti di soggetti passivi italiani per le cessioni di beni spediti o trasportati nel territorio italiano seguono il percorso inverso.

L’articolo 6 del D.M. 21 giugno 2021 precisa che le fatture elettroniche devono essere trasmesse dall’ufficio tributario sammarinese al Sistema di Interscambio Italiano (SDI), il quale le recapita al cessionario che visualizza, attraverso un apposito canale telematico messo a disposizione dall’Agenzia, le fatture elettroniche ricevute.

Inoltre, l’art. 7 del decreto chiarisce che se la fattura elettronica indica l’ammontare dell’Iva dovuta dal cessionario, l’imposta è versata dall’operatore sammarinese all’ufficio tributario, il quale entro 15 giorni riversa le somme ricevute al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate e trasmette, in formato elettronico, gli elenchi riepilogativi delle fatture corrispondenti a tali versamenti.

Il competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate, entro 15 giorni, controlla la corrispondenza tra i versamenti ricevuti e i dati delle fatture riportati negli elenchi riepilogativi e ne da’ comunicazione all’ufficio tributario.

Cosa succede In caso di mancata corrispondenza? L’ufficio dell’Agenzia delle Entrate chiede all’ufficio tributario sammarinese di procedere ai necessari adeguamenti e quest’ultimo provvede alla relativa integrazione. Al contrario, se l’imposta versata è superiore a quella dovuta sarà l’Agenzia delle Entrate a restituire all’ufficio tributario le somme versate non dovute.

Inoltre, se la fattura elettronica emessa non indica l’ammontare dell’Iva dovuta, spetta all’operatore italiano assolvere l’imposta, integrando il documento ricevuto via SDI ai sensi dell’art. 17, comma 2, del d.P.R.n° 633/1972.

Personal Namirial: la soluzione per i singoli professionisti e le piccole imprese

Personal di Namirial è il servizio dedicato ad una sola Partita iva italiana (Cedente/Prestatore) che permette all’utente d’inserire in autonomia nel sistema web i dati delle fatture da inviare o caricare (upload) e il file fatture XML se prodotto dal proprio gestionale o ricevuto da altro gestore.

Il servizio, che prevede la trasmissione, la ricezione e la conservazione per 10 anni della pratica prodotta, è la soluzione perfetta per singoli professionisti e piccole aziende che devono inviare e ricevere modeste quantità di fatture elettroniche.

I principi della Cyber Defence: che cos’è e perché è importante

I principi della cyber defence: che cos'è e perché è importante

Che cos’è la Cyber Defence?

Negli ultimi anni, a causa di un costante aumento degli attacchi cibernetici, è cresciuta l’attenzione intorno al tema della Cyber Defence sia a livello nazionale che internazionale: a dirlo è un recente studio dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), pubblicato a settembre 2021, che analizza il livello di difesa cibernetica all’interno della realtà italiana e dei principali Paesi Nato (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna).

Che cos’è la Cyber Defence? Il termine Cyber Defence, in italiano “difesa informatica” si riferisce alla capacità di un’organizzazione, di un ente pubblico o di un’impresa di impedire un attacco hacker ai danni di un sistema o di un dispositivo informatico e implica l’adozione di misure in grado di contrastare le intrusioni al fine di evitare la sottrazione illecita di dati sensibili. Tutte le strategie di difesa informatica hanno un obiettivo comune: prevenire, interrompere e rispondere alle minacce informatiche.

Cybersecurity360, testata del gruppo Digital360 per la Cyber Security, definisce la Cyber DefenceUn meccanismo di difesa della rete informatica che include la risposta alle azioni, la protezione delle infrastrutture critiche e la garanzia delle informazioni per organizzazioni, enti governativi e altre possibili reti”.

Secondo alcune stime, come evidenziato dallo studio IAI che chiama in causa i dati del Rapporto Clusit 2020, solo nel primo semestre del 2020 più di un sesto degli 850 attacchi gravi registrati a livello mondiale ha coinvolto strutture governative. Nello stesso periodo gli attacchi rivolti alle infrastrutture critiche sono cresciuti dell’85 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In particolare, in Italia nel 2020 sono state registrate più di 500 denunce di attacchi alle infrastrutture di rilevanza nazionale, rispetto a un totale di circa 147 denunce nel 2019 (Senato della Repubblica, Convegno “Agenzia per la sicurezza nazionale. Asset strategico per l’Italia digitale”). 

Inoltre, l’attacco hacker ai danni della Regione Lazio dello scorso agosto, cui si aggiunge l’attacco ransomware che ha colpito i software prodotti dalla statunitense Kaseya nel luglio 2021, hanno evidenziato ancora una volta i rischi legati a una mancata sicurezza dello spazio cibernetico.

Perché è importante la difesa informatica?

Con la crescita del volume e della complessità degli attacchi informatici, un approccio proattivo alla difesa informatica permette di rispondere tempestivamente a potenziali minacce al fine di proteggere i dati sensibili e salvaguardare le infrastrutture in modo che nessuna informazione sia manomessa.

Infatti, l’obiettivo della difesa informatica è consentire a organizzazioni, imprese ed enti di continuare la propria attività pur affrontando contemporaneamente minacce persistenti e attacchi sofisticati. Ciò significa che la definizione di una strategia di Cyber Defence è fondamentale per individuare, attraverso specifiche analisi tecniche, i percorsi e le aree vulnerabili allo scopo di utilizzare in modo efficace le risorse impiegate nella sicurezza. 

Non è un caso se, come evidenziato da Techopedia, ad essere coinvolta nei processi di difesa informatica, con l’obiettivo di proteggere l’entità interessata, è una vasta gamma di attività: basti pensare alla riduzione dell’attrattiva dell’ambiente per i possibili aggressori, alla comprensione delle posizioni critiche e delle informazioni sensibili, all’attuazione di controlli preventivi per garantire che gli attacchi siano costosi, alla capacità di rilevamento degli attacchi e alla capacità di reazione e risposta.

Sicurezza passiva e sicurezza attiva: come difendersi dagli attacchi informatici?

Nell’ambito della sicurezza informatica la protezione dalle potenziali minacce si ottiene agendo a due livelli principali:

  1. Sicurezza passiva (o sicurezza fisica): comprende le tecniche e gli strumenti di tipo difensivo il cui obiettivo è impedire agli utenti non autorizzati l’accesso a risorse, sistemi, impianti, dispositivi, apparati, informazioni e dati di natura riservata;
  2. Sicurezza attiva (o sicurezza logistica): include le tecniche e gli strumenti mediante i quali le informazioni e i dati di natura riservata sono resi sicuri, proteggendoli dalla possibilità che utenti non autorizzati possano accedervi e modificarli. Rientrano in questa categoria sia strumenti hardware che software.

La sicurezza passiva e quella attiva sono complementari ed entrambe indispensabili per raggiungere un livello di sicurezza adeguato.

Cyber Expert: la soluzione Namirial per la Cyber Defence

Monitorare le vulnerabilità, valutare i rischi e reagire alle minacce: con Cyber Expert di Namirial è possibile fare tutto questo online e senza installare alcun software.

CyberExpert è la piattaforma web innovativa di Namirial dedicata alla sicurezza informatica che fornisce un’analisi delle vulnerabilità dell’infrastruttura informatica, data breach, malware e deep web. L’analisi delle vulnerabilità ha l’obiettivo rilevare i punti deboli “noti” delle infrastrutture informatiche sul perimetro esposto della rete al fine di ridurre il rischio derivante da attacchi informatici in maniera rapida e tempestiva, prima che le vulnerabilità possano essere sfruttate dagli attaccanti.

Alla fine del test verrà generato un report contenente l’elenco di tutte le criticità individuate con la relativa classe di rischio e la remediation per correggerle. Questo tipo di analisi si basa su tecniche di cyber intelligence esterna tramite l’utilizzo di un motore di rischio con tecnologia proprietaria che non prevede l’installazione di alcun software.

Oltre a questo, CyberExpert ti consente di:

  • Scoprire e porre rimedio alle minacce informatiche relative alle infezioni da malware.
  • Identificare credenziali trapelate (Data Breach).
  • Identificare violazioni di dati attraverso l’analisi del deep web.
  • Identificare trasferimenti di dati pericolosi e/o che violano diritti d’autore su reti peer-to-peer.

Ecco quali sono i vantaggi della piattaforma Namirial:

  • Nessun software da installare: CyberExpert è una piattaforma web pronta all’uso e non prevede l’installazione di alcun software con notevole risparmio di tempo e di investimenti;
  • Semplicità di utilizzo: inserisci nella piattaforma i dati richiesti (indirizzo IP pubblico, email, dominio, indirizzo web) e pianifica l’analisi. Appena pronto, CyberExpert invierà il report direttamente al tuo indirizzo email;
  • Report intuitivi: i report generati da CyberExpert sono completi e di facile comprensione. Evidenziano le vulnerabilità della tua infrastruttura informativa, segnalano la presenza di tuoi dati nel deep web, di data breach, di malware e ti guidano nelle azioni di contrasto
  • API disponibili: sei un rivenditore puoi integrare la piattaforma CyberExpert al tuo shop online attraverso le API messa a disposizione da Namirial. In questo modo i clienti potranno accedere alla piattaforma direttamente dal tuo sito web.

Va inoltre ricordato che CyberExpert di Namirial permette di rispettare a pieno il regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione Europea (GDPR): la normativa, infatti, presuppone importanti implicazioni per la privacy dei dati, ma anche diverse disposizioni che riguardano specificamente la sicurezza dei dati (Art. 32, par 1, lettera d: obbligo per le società di attuare processi per “valutare l’efficacia [della] sicurezza del trattamento”).

Accesso cassetto fiscale: cosa è cambiato per aziende e privati

Accesso cassetto fiscale: cosa è cambiato per aziende e privati

Che cos’è il cassetto fiscale?

Il cassetto fiscale è un servizio fornito dall’Agenzia delle entrate che consente a contribuenti ed intermediari, previa registrazione al portale, la consultazione delle proprie informazioni fiscali, come:

  • Dati anagrafici;
  • Dati delle dichiarazioni fiscali;
  • Dati dei rimborsi;
  • Dati dei versamenti effettuati tramite modello F24 e F23;
  • Atti del registro (dati patrimoniali);
  • Dati e informazioni relativi agli studi di settore e agli indicatori sintetici di affidabilità fiscale (Isa);
  • Le informazioni sul proprio stato di iscrizione al Vies.

In altre parole, il cassetto fiscale è un archivio personale online e gratuito che il contribuente, o l’intermediario, può consultare direttamente da casa e in tutta sicurezza, senza il bisogno di recarsi presso gli uffici dell’Agenzia delle entrate per recuperare i propri documenti fiscali.

Come funziona la delega di accesso al cassetto fiscale?

In base a quanto stabilito dall’Agenzia delle entrate, il contribuente può delegare la consultazione del proprio cassetto fiscale agli intermediari (ad esempio: un dottore commercialista o un CAF) di cui all’art. 3, comma 3, del D.P.R. 322/1998, fino a un massimo di due, con le seguenti modalità:

  • Online: tramite l’apposita funzionalità, disponibile per gli utenti registrati ai servizi telematici, nell’area riservata Fisconline/Entratel;
  • Ufficio: presentando la delega sottoscritta in un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  • Tramite l’intermediario: consegnando la delega sottoscritta, insieme alla copia di un documento di identità, all’intermediario, che trasmetterà le informazioni all’Agenzia delle Entrate. In seguito, il contribuente riceverà presso il proprio domicilio fiscale un codice di attivazione da consegnare all’intermediario. In caso di mancato recapito del codice di attivazione, trascorsi 15 giorni dall’invio dei dati da parte del professionista, il delegante potrà richiedere l’attivazione della delega presso un ufficio territoriale dell’Agenzia, dichiarando la mancata ricezione del codice di attivazione.

Va inoltre ricordato che il contribuente può revocare la delega conferita, seguendo le stesse modalità.

Gli intermediari abilitati al servizio Entratel, invece, per consultare i dati relativi ai propri clienti devono sottoscrivere uno specifico Regolamento che disciplina le modalità di utilizzo del servizio. La richiesta di adesione al regolamento e la comunicazione dei dati relativi alle deleghe dei propri clienti vanno effettuate attraverso le apposite funzionalità disponibili nel servizio Entratel.

Cassetto fiscale: le nuove disposizioni dell’Agenzia delle entrate

L’Agenzia delle entrate ha reso noto che a partire da venerdì 1° ottobre 2021 i cittadini potranno accedere ai servizi online dell’Agenzia delle entrate e di Agenzia entrate – Riscossione soltanto attraverso Spid, Carta nazionale dei servizi (CNS) o Carta d’identità elettronica (CIE). Anche i PIN rilasciati dall’Agenzia e non ancora scaduti, da tale data, non saranno più utilizzabili.

I cittadini, quindi, potranno accedere all’area riservata del cassetto fiscale utilizzando esclusivamente una delle tre modalità di autenticazione valide per i servizi online di tutte le Pubbliche amministrazioni. Per chi già accede con SPID, CIE o CNS non cambia nulla, mentre chi non ha uno di questi tre strumenti deve dotarsene.

L’Agenzia delle entrate, mediante una comunicazione diffusa sul proprio sito web, chiarisce che, per il momento, i professionisti e le imprese non sono coinvolti dalle nuove modalità di autenticazione.

Che cosa significa? Vuol dire che professionisti e imprese in possesso delle credenziali Entratel, Fisconline e Sister, rilasciate dall’Agenzia, potranno continuare a richiederle e utilizzarle anche dopo il 1° ottobre e fino alla data che sarà stabilita con un apposito decreto attuativo, come previsto dal Codice dell’amministrazione digitale.

Inoltre, le credenziali Fisconline, Entratel o Sister, continueranno a essere rilasciate alle persone fisiche titolari di partita Iva e alle persone giuridiche (Pnf) anche dopo il 1° ottobre 2021.

Che cos’è lo SPID e come richiederlo?

SPID, acronimo di acronimo di Sistema Pubblico d’Identità Digitale, è il sistema di autenticazione che permette a cittadini ed imprese di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione con un’identità digitale unica.

È uno strumento semplice e sicuro che ha lo stesso valore di un documento d’identità nello svolgimento di pratiche amministrative online e si può utilizzare da qualsiasi dispositivo: computer, tablet e smartphone ogni volta che, su un sito o un’App di servizi, compare il pulsante “Entra con SPID”.

Come si ottengono le credenziali SPID? Per ottenere le credenziali SPID bisogna rivolgersi a uno degli Identity Provider accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID).  Una volta scelto quello che più si adatta alle proprie esigenze basta registrarsi sul sito del gestore d’identità in pochi e semplici passaggi:

  • Inserire i dati anagrafici;
  • Creare le proprie credenziali SPID;
  • Effettuare il riconoscimento scegliendo tra le modalità offerte dal gestore:
    • Via webcam, con un operatore messo a disposizione dal gestore dell’identità̀ o con un selfie audio-video, insieme al versamento di una somma simbolica tramite bonifico bancario come ulteriore strumento di verifica della propria identità̀;
    • Con la Carta d’Identità Elettronica (CIE) o il passaporto elettronico, identificandosi attraverso le app dei gestori, scaricabili dai principali app store;
    • Con la CIE, la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), la tessera sanitaria (TS), o con la firma digitale grazie all’ausilio di un lettore (per esempio, la smart card) e del relativo pin.

In alternativa, il riconoscimento può avvenire anche di persona, recandosi presso gli uffici dei gestori dell’identità digitale.

SPID Personale e Professionale: le soluzioni Namirial

Con Namirial, Identity Provider accreditato per il rilascio dell’identità digitale, richiedere e ottenere le proprie credenziali SPID è facile e veloce.

Namirial ID è la soluzione perfetta per chi vuole attivare lo SPID per sé o desidera aiutare una persona anziana, disabile o con oggettive difficoltà nell’utilizzo dei sistemi di videoconferenza. Infatti, grazie al servizio servizio SPID personale con assistenza offerto da Namirial, è possibile avere accanto una persona di fiducia durante l’iter per ottenere la propria utenza SPID.

Lo SPID Professionale, invece, è una particolare tipologia (Tipo 3) di Sistema Pubblico di Identità Digitale, pensato per permettere ai Professionisti di accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione e degli Enti privati aderenti. Oltre ai dati dello SPID Personale (Tipo 1), racchiude gli attributi aggiuntivi che caratterizzano la professione della persona che lo possiede.

Inoltre, questo servizio può essere acquistato sia da chi è già in possesso di uno SPID Personale Namirial, sia da chi non lo è (oppure ha uno SPID rilasciato da un altro Identity Provider). In tutti i casi, la procedura di attivazione consente di attivare il nuovo SPID Professionale (Video Identificazione inclusa nel prezzo) o di aggiornare uno SPID Personale attivato in precedenza con Namirial.

Ecco quali sono le caratteristiche e i costi delle soluzioni Namirial:

  • SPID Personale: è possibile attivare SPID Personale gratuitamente se hai CIE/CNS con PIN e lettore smart card o un certificato di Firma Digitale;
  • SPID Personale con Video Identificazione: è possibile attivare SPID 24 ore su 24, anche sabato e domenica. È sufficiente una connessione a internet, lo smartphone o una webcam, un documento di riconoscimento e la tessera sanitaria. Il costo del servizio di video-identificazione è di 19,00 € + IVA (solo una volta);
  • SPID per i Professionisti: SPID Professionale di Tipo 3 è l’identità digitale necessaria per accedere ai servizi professionali. A differenza dello SPID PERSONALE, quello Professionale di Tipo 3 ha un attributo in più: consente alle Pubbliche Amministrazioni e ai Privati di verificare l’appartenenza professionale di una persona (ad esempio: avvocato, medico, architetto eccetera), e di conseguenza permettere l’accesso all’utente a tutti i servizi di tipo professionale. Lo SPID Professionale Namirial consente l’autenticazione di livello 1 (user e password) e di livello 2 (OTP). Per generare l’OTP e utilizzare il livello 2 di autenticazione basta utilizzare l’App mobile Namirial OTP. Il servizio ha la durata di uno o due anni dall’attivazione, in base al numero di anni che si sceglie di acquistare, e alla scadenza, se l’utente decide di non rinnovarlo, lo SPID Professionale tornerà ad essere uno SPID Personale di Tipo 1. Il prezzo annuale per lo SPID Professionale è di 35,00 euro, mentre per due anni il prezzo è di 70,00 € + IVA.

Attiva lo SPID come e quando vuoi. Creare la tua identità digitale con Namirial ID è semplicissimo»

Ecco per cosa serve la PEC aziendale

Ecco per cosa serve la PEC aziendale

PEC aziendale: perché è importante?

La PEC aziendale è uno degli strumenti indispensabili nel processo di digitalizzazione aziendale che coinvolge, su più livelli, l’intera impresa e prevede l’uso di strumenti e tecnologie digitali in grado di rendere più efficienti i processi e i flussi aziendali allo scopo di ottimizzare il business e rimanere competitivi in un mercato caratterizzato da continui cambiamenti.

Che cos’è la PEC aziendale? La PEC, acronimo di Posta Elettronica Certificata, è uno strumento di comunicazione sicuro, economico e veloce che consente di inviare mail con lo stesso valore legale di una tradizionale raccomandata A/R, vale a dire la raccomandata con ricevuta di ritorno.

Rispetto alla Posta Elettronica ordinaria, il servizio PEC presenta delle caratteristiche aggiuntive: infatti, grazie agli avanzati sistemi di sicurezza antivirus e antispam utilizzati dal sistema, è in grado di garantire la certezza del contenuto non rendendo possibile, durante la trasmissione tra mittente e destinatario, nessun tipo di modifica né al messaggio né agli eventuali allegati. 

In più, su tutti i messaggi vige un vincolo di segretezza come quello riconosciuto dalla Costituzione per la corrispondenza normale. Va inoltre ricordato che il sistema certifica data e ora sia della spedizione che della consegna e tutti gli indirizzi PEC sono verificati e con valore legale.

Come aprire una casella di Posta Elettronica Certificata?

Il servizio di Posta Elettronica Certificata può essere erogato esclusivamente dai gestori accreditati presso l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID), l’organo pubblico responsabile della vigilanza dei servizi digitali come la PEC, la firma digitale e la marca temporale. 

Come aprire una PEC aziendale? La procedura per attivare una casella di Posta Elettronica Certificata è molto simile a quella utilizzata per aprire una tradizionale casella di posta elettronica, tuttavia è necessario qualche accorgimento in più. Per utilizzare il servizio PEC, infatti, è necessario collegarsi al sito di uno dei gestori riconosciuti dall’AgID, fornire i propri dati anagrafici, caricare un documento di identità e specificare se la casella di PEC è richiesta da un’impresa, una persona giuridica o un privato cittadino.

L’ultimo step è il pagamento da effettuare secondo le modalità indicate sul sito del gestore che, dopo aver verificato la correttezza delle informazioni ricevute, attiva la casella. 

Il costo dell’abbonamento annuale al servizio equivale a circa due raccomandate cartacee e permette d’inviare messaggi illimitati.

Obbligo PEC: chi deve averla e quali sono le sanzioni previste dalla normativa?

Possedere un indirizzo di Posta Elettronica Certificata, in base a quanto stabilito dagli articoli 16 D.L. n. 185/2008, 5 D.L. n. 179/2012 e 37 D.L. 76/2020, è obbligatorio per:

  • Pubbliche amministrazioni;
  • Imprese;
  • Società;
  • Ditte individuali;
  • Liberi professionisti iscritti ad un Albo professionale.

Quali sono le sanzioni per chi non rispetta la normativa? Il D.L. 16 luglio 2020 n. 76 (Decreto Semplificazioni), recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, convertito con modificazioni dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, prevede l’inasprimento delle sanzioni a carico di coloro che non comunicano il proprio domicilio digitale al Registro Imprese o all’Ordine professionale di appartenenza.

L’articolo 37 del Decreto Semplificazioni stabilisce che entro il 1° ottobre 2020 tutte le imprese individuali e le società che non hanno comunicato al Registro Imprese il proprio indirizzo casella PEC, o il cui domicilio digitale sia stato cancellato d’ufficio, o per le quali il proprio domicilio digitale, seppur dichiarato, sia inattivo, devono regolarizzare la propria posizione tramite comunicazione telematica al Registro Imprese competente per territorio.

In caso di mancata comunicazione sarà assegnato d’ufficio un nuovo e diverso domicilio digitale e verranno applicate le sanzioni in misura raddoppiata per le società (con riferimento all’articolo 2630 del Codice Civile) e triplicata per le imprese individuali (con riferimento all’articolo 2194 del Codice Civile):

  • Dai 206 ai 2.064 € per le società;
  • Dai 30 ai 1548 € per le imprese individuali.

Se, invece, la mancata comunicazione riguarda, i professionisti iscritti ad un albo, l’Ordine di appartenenza provvede a trasmettere una diffida ad adempiere entro 30 giorni dal ricevimento della stessa. In caso di mancata ottemperanza alla diffida, l’Ordine può sospendere il professionista dall’Albo fino alla comunicazione del domicilio digitale.

Quando utilizzare la PEC aziendale?

Come abbiamo già detto, la PEC aziendale consente di inviare un messaggio con lo stesso valore legale di una raccomandata cartacea con avviso di ricevimento, garantendo così la prova e l’invio della consegna. Inoltre, le informazioni riguardanti la trasmissione e la consegna del messaggio vengono conservate dal gestore per 30 mesi.

La PEC aziendale può essere utilizzata per:

  • Partecipare a bandi, gare d’appalto e concorsi;
  • Comunicare con Enti e Pubblica Amministrazione;
  • Trasmettere documenti riservati, come contratti e disdette, in tutta sicurezza;
  • Inviare e ricevere fatture elettroniche a fornitori e clienti;
  • Convocare consigli, giunte e assemblee;
  • Semplificare lo scambio di informazioni nelle realtà aziendali con più sedi operative;
  • Gestire le comunicazioni ufficiali all’interno di reti di imprese o commerciali;
  • Inviare gli stipendi ai dipendenti.

PEC Namirial: la PEC aziendale perfetta per ogni tipo di impresa

Con Namirial, gestore di di Posta Elettronica Certificata accreditato presso AgID, puoi attivare in pochi minuti la tua PEC aziendale online e scegliere tra tre comodi pacchetti adatti ad ogni tipo di esigenze:

  • PEC Professional che comprende:
    • 2GB di spazio inbox + 3GB di archivio di sicurezza per salvare una copia dei messaggi e delle ricevute;
    • Servizio eFattura per consultare facilmente le fatture elettroniche;
    • Costo: 19,00 euro + iva l’anno;
  • PEC Business che include:
    • 2GB di spazio inbox + 6GB di archivio di sicurezza per salvare una copia dei messaggi e delle ricevute;
    • Servizio eFattura per consultare facilmente le fatture elettroniche;
    • Servizio Multiutenza incluso;
    • Costo: 29, 00 euro + iva l’anno;
  • PEC Enterprise che autentichi con:
    • 2GB di spazio casella + 13GB di archivio di sicurezza per salvare una copia dei messaggi e delle ricevute;
    • Servizio eFattura per consultare facilmente le fatture elettroniche;
    • Servizio Multiutenza incluso;
    • Costo: 49,00 + iva l’anno.

Tutte le tipologie sono dotate dei migliori servizi sempre inclusi nel prezzo:

  • Invio e consegna sono certificati: l’invio è certificato dalla ricevuta di accettazione, mentre la ricevuta di consegna certifica che la comunicazione è arrivata a destinazione. Entrambe le ricevute valgono come prove in sede legale;
  • Servizio di archiviazione avanzata: salva automaticamente una copia dei messaggi in ingresso e delle ricevute in un’area separata e sicura. Non temere di esaurire lo spazio: puoi acquistare altri giga o puoi esportare un backup per liberare lo spazio;
  • Usa il tuo client preferito: puoi scaricare i messaggi e le ricevute direttamente sui tuoi dispositivi con il tuo client di posta preferito oppure accedere via web con qualsiasi browser;
  • Multiutenza: i tuoi collaboratori potranno accedere alla casella con il loro account individuale e con permessi personalizzati;
  • Servizio eFattura: facilita la consultazione delle Fatture Elettroniche ricevute dall’Agenzia delle Entrate sulla tua casella PEC. Oltre a contrassegnarle con un’apposita immagine consente di visualizzarne un’anteprima semplificata ed eventualmente di spostarle in una nuova cartella;
  • Notifiche: Namirial offre il servizio Messaggi di Notifica che ti permette di abilitare una email non certificata, nella quale riceverai un avviso ogni qualvolta ricevi una nuova PEC da leggere;
  • Report: se vuoi un resoconto delle PEC ricevute nelle ultime 24 ore, Namirial ti offre due possibilità: PEC – Report Email giornaliero (potrai scegliere l’ora nella quale ricevere, sulla tua email ordinaria, il report delle PEC ricevute nelle ultime 24 ore) e PEC – Report SMS giornaliero (potrai scegliere l’ora nella quale ricevere via SMS il report delle PEC ricevute nelle ultime 24 ore);
  • Spazio Inbox e Archivio ampliabili: puoi effettuare l’ampliamento della inbox e dell’archivo, aggiungendo tutti i giga di cui hai bisogno in qualsiasi momento e in autonomia (a pagamento);
  • Inoltro messaggi non certificati: puoi impostare una funzione che permetterà l’ingresso di messaggi di posta ordinaria nella PEC o, in alternativa, puoi impostare una email ordinaria nella quale gli stessi verranno reindirizzati;
  • Filtri: i filtri consentono di creare regole dalla webmail per guadagnare tempo automatizzando la gestione della tua posta;
  • Massimali: puoi inviare un singolo messaggio PEC a un massimo 500 destinatari; ogni messaggio può avere una dimensione massima di 100MB.

Namirial adotta tecnologie e procedure innovative per proteggere le proprie caselle di PEC: il traffico, i contenuti e gli accessi vengono costantemente monitorati e sottoposti a severi controlli nel completo rispetto della tua privacy.

Non hai ancora attivato una PEC aziendale? Scopri le soluzioni Namirial e scegli la PEC che fa per te a partire da 19€ +iva l’anno.

I 5 strumenti necessari per la digitalizzazione aziendale

I 5 strumenti necessari per la digitalizzazione aziendale

Digitalizzazione aziendale: che cos’è e perché è importante per il successo delle imprese?

In un mondo governato dalla tecnologia, la digitalizzazione aziendale rappresenta una sfida che le imprese sono chiamate ad affrontare se vogliono rimanere competitive su un mercato in costante evoluzione.

Che cosa si intende con digitalizzazione aziendale? La digitalizzazione aziendale è un processo di trasformazione che coinvolge tutte le aree e i livelli di un’impresa, richiede un’attenta pianificazione a livello strategico e consiste nell’implementazione di strumenti e tecnologie digitali in grado di rendere più efficienti i flussi di lavoro. In altre parole, la trasformazione digitale di un’impresa passa dalla capacità di saper sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie allo scopo di automatizzare le attività e rendere i processi aziendali più fluidi e veloci al fine di ottimizzare il business. 

Tuttavia, la digitalizzazione aziendale non si limita solo all’impiego delle nuove tecnologie e alla dematerializzazione documentale, ma implica anche nuove modalità partecipative e spazi di lavoro aperti e condivisi anche a distanza: basti pensare alle riunioni organizzate in videoconferenza, alla possibilità di fornire assistenza ai propri clienti attraverso i chatbot o alle interazioni che nascono sui Social Media e influenzano la Brand Experience.

Il processo di digitalizzazione delle imprese mette in discussione i vecchi modelli operativi e abbraccia un cambiamento non solo tecnologico, ma anche culturale e sociale che crea nuove connessioni tra persone, luoghi e cose, incentivando la trasparenza, la condivisione e l’inclusione di tutto l’ecosistema aziendale.

In un simile contesto, è fondamentale sviluppare il Digital Mindset, ovvero una mentalità aperta al cambiamento e capace di cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale allo scopo di migliorare i risultati aziendali. 

Ecco in che modo si può migliorare il proprio Digital Mindset:

  • Essere curiosi verso gli strumenti offerti dal mondo digitale e mantenersi sempre aggiornati sulle novità;
  • Accettare e affrontare le sfide della digital trasformation con un atteggiamento positivo e proattivo;
  • Utilizzare le tecnologie per migliorare il proprio lavoro e raggiungere gli obiettivi.

Quali sono i vantaggi della digitalizzazione aziendale?

La digital trasformation sta cambiando il mondo, il modo in cui interagiamo e anche le imprese che devono mettere in atto un processo di trasformazione digitale per migliorare la gestione e l’organizzazione aziendale.

Vediamo quali sono i principali vantaggi del processo di digitalizzazione delle imprese:

  • Risparmio di spazio, tempo e risorse: la dematerializzazione documentale, l’informatizzazione e il Cloud Computing permettono di ridurre l’uso di carta e inchiostro per stampanti che si traduce non solo in un risparmio in termini economici e di spazio, ma anche in una riduzione dell’inquinamento ambientale. Inoltre, l’impiego dei nuovi strumenti tecnologici, unito all’aggiornamento delle competenze e delle conoscenze, favorisce l’ottimizzazione dell’organizzazione produttiva e la possibilità di entrare in nuovi mercati;
  • Sicurezza: le nuove tecnologie digitali permettono di archiviare in sicurezza i dati e attraverso la creazione di backup in cloud evitano il rischio di perdere informazioni importanti per la gestione del business;
  • Comunicazione più efficace: la digitalizzazione delle imprese semplifica i passaggi di informazioni tra i membri del team e permette di comunicare i valori aziendali attraverso diversi mezzi e linguaggi allo scopo di aumentare la visibilità dei prodotti e dei servizi offerti. In questo modo, in una società sempre più mobile, social e multicanale, è possibile offrire una Customer Experience sempre più personalizzata e acquisire autorevolezza nel proprio settore.

5 strumenti indispensabili nel processo di digitalizzazione aziendale

Digitalizzare un’impresa significa utilizzare le tecnologie digitali per ridurre i costi, condividere informazioni in modo semplice e veloce, anche da remoto, e rendere più snelli i flussi di lavoro, automatizzando le attività.

Vediamo quali sono i cinque strumenti indispensabili per la digitalizzazione aziendale:

  1. Sito web: è un essenziale strumento di digital marketing che permette all’impresa di farsi conoscere ed entrare in relazione con i clienti attuali e potenziali. Un sito web, insieme a una buona strategia di gestione dei Social Network, rafforza la Brand Identity e può diventare il mezzo principale per promuovere e vendere prodotti e servizi prodotti;
  2. Document Management System (DMS): conosciuto in italiano come “Sistema di gestione dei documenti”, è l’insieme di soluzioni software che consente di gestire, organizzare, condividere e archiviare file in modo più facile e veloce, garantendo l’accessibilità ai documenti da qualsiasi dispositivo. Un software di gestione documentale migliora la produttività e la competitività di un’impresa, aumenta la qualità del lavoro e rende più fluido il passaggio di informazioni, favorendo una condivisione più immediata dei documenti con un conseguente risparmio di tempo;
  3. PEC aziendale: acronimo di Posta Elettronica Certificata, la PEC è uno strumento di comunicazione veloce, economico e sicuro che permette di inviare email con lo stesso valore legale di una tradizionale raccomandata A/R, ovvero la raccomandata con ricevuta di ritorno. Grazie ai protocolli di sicurezza utilizzati, la PEC è in grado di garantire la certezza del contenuto non rendendo possibile, durante la trasmissione tra mittente e destinatario, nessun tipo di modifica né al messaggio né agli eventuali allegati;
  4. Firma digitale e marca temporale: la firma digitale consente di firmare in pochi secondi qualsiasi documento (ad esempio: contratti, bilanci, atti amministrativi, visure camerali, fatture, eccetera) direttamente da pc o smartphone, garantendo l’autenticità, il non ripudio è l’integrità del messaggio. La marca temporale, invece, è un servizio offerto da un Certificatore accreditato, chiamato Time Stamp Authority (TSA), che consente di associare data e ora certe e legalmente valide a un documento digitale;
  5. Cyber Security: il termine Cyber Security viene utilizzato per indicare le qualità di resilienza, robustezza e reattività che una tecnologia deve possedere per fronteggiare gli attacchi informatici che possono colpire imprese, singoli individui, enti pubblici e organizzazioni governative. Per le aziende è fondamentale mettere in sicurezza il proprio patrimonio informativo e avvalersi di strumenti di Cyber Security capaci di difendere le imprese da attacchi indesiderati.

Le soluzioni Namirial per la digitalizzazione aziendale

Namirial è uno dei prestatori di servizi fiduciari autorizzati dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e offre diverse soluzioni per digitalizzazione aziendale:

  1. Gestione documentale Namirial: è la piattaforma di document management per gestire tutti i tuoi file. Consente l’innovazione nei processi documentali e nel flusso informativo grazie alla trasformazione dei dati in informazioni utili e condivise che permettono di ottimizzare le fasi di lavoro legate al ciclo di vita dei documenti e alla loro differente origine e funzionalità. I documenti, acquisiti otticamente o direttamente da un qualsiasi formato, le mail e i fax sono archiviati secondo modalità configurabili da ciascuna azienda per consentirne la perfetta archiviazione e tracciabilità, eliminando quindi il rischio di smarrimento delle informazioni e migliorando l’efficienza organizzativa.
  2. PEC aziendale: con Namirial puoi attivare in pochi minuti la tua PEC aziendale online e scegliere tra tre comodi pacchetti adatti ad ogni tipo di esigenze:
    • PEC Professional che comprende:
      • 2GB di spazio inbox + 3GB di archivio di sicurezza per salvare una copia dei messaggi e delle ricevute;
      • Servizio eFattura per consultare facilmente le fatture elettroniche;
      • Costo: 19,00 euro + iva l’anno.
    • PEC Business che include:
      • 2GB di spazio inbox + 6GB di archivio di sicurezza per salvare una copia dei messaggi e delle ricevute;
      • Servizio eFattura per consultare facilmente le fatture elettroniche;
      • Servizio Multiutenza incluso;Costo: 29, 00 euro + iva l’anno
    • PEC Enterprise che autentichi con:
      • 2GB di spazio casella + 13GB di archivio di sicurezza per salvare una copia dei messaggi e delle ricevute;
      • Servizio eFattura per consultare facilmente le fatture elettroniche;
      • Servizio Multiutenza incluso;
      • Costo: 49,00 + iva l’anno.
  3. Firma digitale: consente la sottoscrizione di documenti digitali in modo rapido, semplice e in condizioni di massima sicurezza. La firma digitale Namirial si attiva online e in pochi minuti, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e si può scegliere tra:
    • Firma Remota:
      • Non serve la spedizione;
      • Non serve alcun dispositivo;
      • Fai tutto con lo smartphone;
      • Dura 3 anni;
      • Costo 49 € + IVA
    • Firma su Smart Card:
      • Spese di spedizione incluse;
      • Funziona anche come CNS;
      • Ideale per postazioni fisse;
      • Dura 3 anni;
      • Costo 49 € + IVA;
    • Firma su Token USB:
      • Spese di spedizione incluse;
      • Funziona anche come CNS;
      • Firma su qualsiasi computer;
      • Dura 3 anni;
      • Costo 64 € + IVA:
  4. Marca temporale: serve ad attribuire a un documento digitale un’ora e una data valide legalmente. In questo modo è possibile dimostrare la data di creazione del documento dal momento dell’apposizione della marca temporale. Con Namirial puoi acquistare le marche temporali scegliendo il pacchetto che preferisci tra:
    • Pacchetto da 100: 23 € + IVA;
    • Pacchetto da 500: 90 € + IVA;
    • Pacchetto da 1.000: 160 € + IVA;
    • Pacchetto da 5.000: 750 € + IVA
  5. Cyber Security: CyberExpert è la piattaforma web innovativa di Namirial dedicata alla sicurezza informatica che fornisce un’analisi delle vulnerabilità dell’infrastruttura informatica, data breach, malware e deep web. L’analisi consente di ridurre il rischio derivante da attacchi informatici in maniera rapida e tempestiva, prima che le vulnerabilità possano essere sfruttate dagli attaccanti. CyberExpert esegue la scansione delle minacce informatiche a cui è esposta l’azienda per consentirti una corretta valutazione del rischio e attivare le contromisure idonee, operando esclusivamente dall’esterno senza la necessità di installare alcun software. Inoltre, permette alle aziende di rispettare il regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione Europea (GDPR).

Vuoi modificare la PEC aziendale? Scopri come fare

Vuoi modificare la PEC aziendale? Scopri come fare

PEC: che cos’è e come attivarla?

La PEC, acronimo di Posta Elettronica Certificata, è un tassello indispensabile per la digitalizzazione delle imprese ed uno strumento economico che permette di inviare comunicazioni elettroniche con lo stesso valore legale di una tradizionale raccomandata A/R, ovvero la raccomandata con ricevuta di ritorno.

Rispetto alla posta elettronica tradizionale, la PEC garantisce:

  • La certezza dell’invio;
  • La sicurezza della consegna;
  • L’immodificabilità del contenuto del messaggio;
  • La riservatezza del messaggio;
  • L’identificazione sicura della casella mittente.

La disciplina delle modalità di erogazione e utilizzo del servizio di PEC è contenuta nel Decreto del presidente della Repubblica n.68/2005 e nel Decreto Ministeriale del 2 novembre 2005. 

Il servizio di Posta Elettronica Certificata può essere erogato esclusivamente dai gestori accreditati presso l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID), ovvero l’organo pubblico responsabile della vigilanza dei servizi digitali come la PEC, la firma digitale e la marca temporale. 

Come aprire una PEC? Per attivare una casella di Posta Elettronica Certificata è necessario collegarsi al sito di uno dei gestori riconosciuti dall’AgID ed eseguire le procedure richieste dal singolo provider. Il cliente dovrà fornire i propri dati anagrafici, caricare un documento di identità e specificare se la casella di PEC è richiesta da un’impresa, una persona giuridica o un privato cittadino. Infine, si procede al pagamento di quanto richiesto secondo le modalità indicate sul sito del gestore che, dopo aver verificato la correttezza delle informazioni ricevute, attiva la casella.

Il costo per l’attivazione della PEC cambia in base al gestore. In genere, l’abbonamento annuale al servizio PEC equivale a due raccomandate cartacee e permette d’inviare messaggi illimitati.

Posta Elettronica Certificata: obblighi e sanzioni

In base a quanto stabilito dall’art. 16 D.L. n. 185/2008, art. 5 D.L. n. 179/2012 e art 37 D.L. 76/2020, la casella di Posta Elettronica Certificata è obbligatoria per:

  • Pubbliche amministrazioni;
  • Imprese;
  • Società;
  • Ditte individuali;
  • Liberi professionisti iscritti ad un Albo professionale. 

Va inoltre ricordato che il D.L. 16 luglio 2020 n. 76 (Decreto Semplificazioni), recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, convertito con modificazioni dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, all’art. 37 prevede l’inasprimento delle sanzioni a carico di coloro che non comunicano il proprio domicilio digitale al Registro Imprese o all’Ordine professionale di appartenenza.

La normativa stabilisce che entro il 1° ottobre 2020 tutte le imprese individuali e le società che non hanno comunicato al Registro Imprese il proprio indirizzo casella PEC, o il cui domicilio digitale sia stato cancellato d’ufficio, o per le quali il proprio domicilio digitale, seppur dichiarato, sia inattivo, devono regolarizzare la propria posizione con comunicazione telematica al Registro Imprese competente per territorio.

La mancata comunicazione comporta l’assegnazione d’ufficio di un nuovo e diverso domicilio digitale e una sanzione amministrativa come previsto dagli articoli 2630 (in misura raddoppiata per la società) e 2194 del codice civile (in misura triplicata per le imprese individuale):

  • Dai 206 ai 2.064 € per le società;
  • Dai 30 ai 1548 € per le imprese individuali.

Per i professionisti iscritti ad un albo, invece, la mancata comunicazione della PEC all’Ordine di appartenenza comporta la diffida dall’ordine stesso ad adempiere entro 30 giorni. In caso di mancata ottemperanza alla diffida, l’Ordine può sospendere il professionista dall’Albo fino alla comunicazione del domicilio digitale.

Quali sono le procedure per iscrivere la PEC al Registro Imprese?

Sul sito Registro Imprese sono illustrate le modalità per l’iscrizione della PEC al registro pubblico informatico previsto dal Codice Civile:

  • Il titolare di un’impresa individuale o il legale rappresentante di una società in possesso di un dispositivo di firma digitale può utilizzare la procedura “Pratica semplice”;
  • Gli utenti registrati di registroimprese.it /Telemaco che già inviano pratiche di Comunicazione Unica possono utilizzare la procedura “Comunica Starweb”;
  • È possibile rivolgersi ad un intermediario, come la propria organizzazione imprenditoriale o il professionista di fiducia.

Va inoltre ricordato che l’iscrizione o la variazione della propria PEC nel Registro Imprese non costa nulla poiché si tratta di adempimenti gratuiti, esenti da bolli, diritti, tariffe.

Come modificare la PEC aziendale sul Registro Imprese?

Per modificare la PEC aziendale è necessario presentare la richiesta in modalità telematica al Registro Imprese della competente Camera di Commercio, predisponendo una pratica di Comunicazione Unica così composta:

  • Modello di Comunicazione Unica;
  • Modello per il Registro delle Imprese.

In caso di variazione della Posta Elettronica Certificata il titolare dell’impresa deve utilizzare i seguenti strumenti:

  • Dispositivo di Firma Digitale;
  • Casella PEC
  • Software di compilazione e invio, in alternativa:
    • DIRE;
    • Pratica semplice – Iscrizione PEC;
    • Altre soluzioni di mercato.

Scopri i vantaggi della Firma Digitale Namirial: puoi attivarla online in pochi minuti, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

PEC Namirial: la soluzione giusta per ogni tipo di impresa

Con Namirial, gestore di di Posta Elettronica Certificata accreditato presso AgID, puoi attivare in pochi minuti la tua PEC aziendale online e scegliere tra tre comodi pacchetti adatti ad ogni tipo di esigenze:

  1. PEC Professional che comprende:
    • 2GB di spazio inbox + 3GB di archivio di sicurezza per salvare una copia dei messaggi e delle ricevute;
    • Servizio eFattura per consultare facilmente le fatture elettroniche;
    • Costo: 19,00 euro + iva l’anno;
  2. PEC Business che include:
    • 2GB di spazio inbox + 6GB di archivio di sicurezza per salvare una copia dei messaggi e delle ricevute;
    • Servizio eFattura per consultare facilmente le fatture elettroniche;
    • Servizio Multiutenza incluso;
    • Costo: 29, 00 euro + iva l’anno;
  3. PEC Enterprise che autentichi con:
    • 2GB di spazio casella + 13GB di archivio di sicurezza per salvare una copia dei messaggi e delle ricevute;
    • Servizio eFattura per consultare facilmente le fatture elettroniche;
    • Servizio Multiutenza incluso;
    • Costo: 49,00 + iva l’anno.

Tutte le tipologie sono dotate dei migliori servizi sempre inclusi nel prezzo:

  • Invio e consegna sono certificati: l’invio è certificato dalla ricevuta di accettazione, mentre la ricevuta di consegna certifica che la comunicazione è arrivata a destinazione. Entrambe le ricevute valgono come prove in sede legale;
  • Servizio di archiviazione avanzata: salva automaticamente una copia dei messaggi in ingresso e delle ricevute in un’area separata e sicura. Non temere di esaurire lo spazio: puoi acquistare altri giga o puoi esportare un backup per liberare lo spazio;
  • Usa il tuo client preferito: puoi scaricare i messaggi e le ricevute direttamente sui tuoi dispositivi con il tuo client di posta preferito oppure accedere via web con qualsiasi browser;
  • Multiutenza: i tuoi collaboratori potranno accedere alla casella con il loro account individuale e con permessi personalizzati;
  • Servizio eFattura: facilita la consultazione delle Fatture Elettroniche ricevute dall’Agenzia delle Entrate sulla tua casella PEC. Oltre a contrassegnarle con un’apposita immagine consente di visualizzarne un’anteprima semplificata ed eventualmente di spostarle in una nuova cartella;
  • Notifiche: Namirial offre il servizio Messaggi di Notifica che ti permette di abilitare una email non certificata, nella quale riceverai un avviso ogni qualvolta ricevi una nuova PEC da leggere;
  • Report: se vuoi un resoconto delle PEC ricevute nelle ultime 24 ore, Namirial ti offre due possibilità: PEC – Report Email giornaliero (potrai scegliere l’ora nella quale ricevere, sulla tua email ordinaria, il report delle PEC ricevute nelle ultime 24 ore) e PEC – Report SMS giornaliero (potrai scegliere l’ora nella quale ricevere via SMS il report delle PEC ricevute nelle ultime 24 ore);
  • Spazio Inbox e Archivio ampliabili: puoi effettuare l’ampliamento della inbox e dell’archivo, aggiungendo tutti i giga di cui hai bisogno in qualsiasi momento e in autonomia (a pagamento);
  • Inoltro messaggi non certificati: puoi impostare una funzione che permetterà l’ingresso di messaggi di posta ordinaria nella PEC o, in alternativa, puoi impostare una email ordinaria nella quale gli stessi verranno reindirizzati;
  • Filtri: i filtri consentono di creare regole dalla webmail per guadagnare tempo automatizzando la gestione della tua posta;
  • Massimali: puoi inviare un singolo messaggio PEC a un massimo 500 destinatari; ogni messaggio può avere una dimensione massima di 100MB.

Namirial adotta tecnologie e procedure innovative per proteggere le proprie caselle di PEC: il traffico, i contenuti e gli accessi vengono costantemente monitorati e sottoposti a severi controlli nel completo rispetto della tua privacy.

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